Caldaia per la distillazione della vinaccia

Caldaia in rame è prodotta artigianalmente negli anni ’20. Può contenere c.a. 200 kg di vinaccia (la buccia dell’uva residua dalla vinificazione e fermentata). E’ dotata di 2 cestelli (come quello appoggiato nella parte superiore) ed una volta riempito il primo alla base della caldaia si inseriva il secondo che a sua volta veniva riempito anch’ esso di vinaccia. La presenza di due cestelli è per facilitare l’estrazione della vinaccia esausta ossia dopo esser stata distillata. Una volta riempita, la caldaia, veniva chiusa ermeticamente, veniva fatto passare, al suo interno, il vapore acqueo sino a surriscaldare la materia prima  permettendo l’evaporazione della parte alcolica (flemma a bassa gradazione alcolica) che successivamente veniva portata in una ulteriore colonna di distillazione a raffinare il distillato.

 

A lato un convogliatore per la vinaccia anni 50 in ferro con motore elettrico. Si inseriva la vinaccia nell’apertura in basso e al suo interno il convogliatore presenta delle catene con moto verticale con dei pioli metallici che salendo raccolgono la vinaccia e la convogliano verso l’uscita in alto per farla cadere dentro la caldaia di distillazione.